04 ottobre 2006

COMUNICATO STAMPA finanziaria 2007: le proposte al governo dell'associazione ong italiane

Roma, 2 ottobre 2006. L’Associazione ONG italiane torna a chiedere al Governo e al Parlamento chiarimenti sulla Finanziaria 2007 in merito ai fondi stanziati per la cooperazione internazionale.

I temi e le richieste avanzate durante la tavola rotonda sono confluiti in un documento di proposta al Governo che analizza la situazione della cooperazione italiana e chiede una serie di provvedimenti per far fronte alla crisi in cui versa attualmente.

Sergio Marelli, presidente dell’Associazione ONG italiane: “Per il 2007 chiediamo almeno lo 0.33% del PIL per gli Aiuti pubblici allo Sviluppo, un segnale minimo che dimostri un inversione di rotta rispetto al passato e di coerenza con il programma di Governo. I dati OCSE ci dicono che nel 2005 l’Italia ha speso lo 0.29% per la cooperazione internazionale. Ma sappiamo bene che in realtà è solo lo 0.15%! Togliendo tutte le voci computate come cooperazione internazionale ma che nulla hanno a che vedere con la cooperazione allo sviluppo (gli esempi clamorosi dello stanziamento per l’Iraq, la questione degli aiuti legati e degli aiuti fantasma).

Erano stati chiesti 300 milioni per il 2006, di cui 150 per il debito italiano del 2005 e 2006 verso il Fondo Globale per la lotta all’Aids, ad oggi non ci sono e non possiamo più continuare solo con fondi privati per una mancanza dello Stato. Le nostre ong stanno richiamando cooperanti, chiudendo o sospendendo progetti approvati dal Ministero degli Esteri, questo non può avvenire per coerenza e rispetto per i partner e le popolazioni con cui lavoriamo, con cui abbiamo un rapporto di fiducia.

La nostra richiesta ora è di 1 miliardo di euro per il fondo a “dono”, per le vere risorse della cooperazione internazionale. E di cui 100 milioni siano destinati alle ong, e lo chiediamo perché siamo coscienti di quale è la realtà.

Seguiamo l’esempio dell’Unione Europea: dei 7 miliardi che mette a disposizione, 700 milioni sono veicolati dalle ong”.

Quest’anno a malapena arriveremo allo 0.15% per l’APS italiano - ha risposto l’On. Cento – per rimediare a questo ritardo dobbiamo prevedere un percorso verso lo 0.33% a tappe forzate, una Road Map per raggiungere l’obiettivo richiesto dalla UE; perché questo rappresenta l’unica possibilità di avere credibilità a livello internazionale, e di possibilità di dialogo con gli altri Paesi Europei.

C’è oggi un mio impegno formale per l’apertura di un tavolo di concertazione tra Ministero dell’Economia, quello degli Esteri e il mondo delle ong, capace di definire un’agenda di intervento per risolvere i problemi burocratici e finanziari, teso ad elaborare un rapporto di collaborazione anche sui temi multilaterali.

Ma per capire la qualità di questo 0.15% bisognerà aspettare la discussione in aula della finanziaria, spero ci sia un’azione comune anche a livello parlamentare per un’ indicazione positiva, soprattutto sullo stanziamento per il Fondo Globale”.

La DGCS ha bisogno di obiettivi chiari, - ha concluso il Direttore Generale Economides - a cui segue la ripartizione delle risorse che si collegano strettamente ai primi ma poi queste devono essere assicurate, senza tagli in corso d’anno, c’è un problema d’immagine se poi ci sono motivi di bilancio di finanza pubblica che fanno deviare le risorse noi veniamo meno ai nostri impegni a livello internazionale.

Per la promozione culturale della cooperazione ci deve essere un primato della politica, la DGCS deve seguire indicazioni dirette dal mondo politico su cosa fare, non può inventare nuove iniziative di promozione, né prendere provvedimenti singoli”.